Il tipo di camminata può svelare l’ansia

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Il tipo di camminata può svelare l’ansia

È risaputo che camminare è un efficace antistress, in grado di combattere la depressione, l’ansia e l’inquietudine che ogni tanto assalgono senza un perché.

Quando capita di percepire un’ansia crescente, spesso alcune persone mettono in moto i loro pensieri e iniziano a camminare, perché muoversi aiuta a liberare le emozioni, scioglie le tensioni a livello muscolare, mette in circolo una scossa benefica di endorfine.

Alcune indagini hanno verificato che camminare aiuta a migliorare i risultati della psicoterapia, perché agisce sul piano fisico, inoltre, camminare aiuta anche la sfera emotiva della persona.

Non solo, ma il modo di camminare può svelare se la persona è fortemente ansiosa o meno.

In un recente studio, infatti, sembra che l’attività neuronale delle persone che soffrono di ansia sia più attiva nella parte destra del cervello.

Quest’attività le induce a camminare lungo una traiettoria che tende verso sinistra.

Una ricerca guidata dal dottor Mario Weick della School of Psychology dell’Università del Kent ha collegato per la prima volta l’attivazione dei due emisferi del cervello, con gli spostamenti laterali nelle traiettorie del cammino delle persone.

Lo studio ha cercato di capire, perché le persone che soffrono di ansia camminino in modo asimmetrico nello spazio e soprattutto perché il tipo di camminata tenda a essere più predisposto verso sinistra.

L’esperimento

Durante l’esperimento condotto dagli assistenti del dott. Weick, le persone, dopo esser state bendate, hanno camminato in linea retta attraverso una stanza, verso un obiettivo visto in precedenza.

Dopo alcuni passi, è stato notato che quelli che avevano ammesso di soffrire d’ansia, tendevano ad andare verso sinistra, a differenza degli altri che, invece, riuscivano più o meno a mantenere la traiettoria o a dirigersi leggermente verso destra.

Questa scoperta potrà forse aiutare gli ansiosi a tornare sulla “retta via”, ma soprattutto potrà avere ricadute sul trattamento di un particolare disturbo della cognizione dello spazio, noto come “negligenza spaziale unilaterale”: le persone che ne sono colpite dopo una lesione all’emisfero cerebrale destro, hanno difficoltà a esplorare lo spazio che si trova alla loro sinistra e, viceversa, coloro che hanno subito un danno nella parte sinistra del cervello hanno difficoltà a percepire gli stimoli provenienti da destra.

Secondo gli psicologi autori dello studio, i pazienti che hanno problemi nell’emisfero cerebrale sinistro potrebbero trarre qualche beneficio da interventi mirati a liberare il cervello dalle “catene” dell’ansia.

Questa è la prima volta che uno studio stabilisce un chiaro legame tra ansia e attivazione della parte destra del cervello e i risultati possono avere implicazioni significative per il trattamento di varie sintomatologie stress-correlate.

Fabio Pandiscia