La menzogna

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Tutti mentiamo prima o poi, è normale, o meglio, è tipicamente umano, non è una condizione specifica di una particolare età evolutiva, né un indice particolare di psicopatologia.

Lo scopo della bugia, di qualsiasi genere essa sia, è parte della comunicazione efficace e talvolta strategica.

Chi mente cerca di mettere in campo un piano che gli permetta di ottenere ciò che vuole, è difficile infatti che il bugiardo menta a chiunque.

Ci sarà sempre qualcuno, di cui si fida, che saprà come stanno le cose per davvero.
Quel che ognuno di noi decide, quindi, è a chi mentire e a chi dire la verità.

Si può parlare di bugia quando si nota l’intenzione, un comportamento cosciente di mentire.

Se nei bambini la capacità di mentire è molto legata a una prova atta a misurare la reazione degli adulti al proprio comportamento, in età adulta tale capacità assume ben altri significati, perché entrano in gioco alcune variabili: la situazione che si sta vivendo, la persona alla quale è rivolta o lo scopo che si vuole raggiungere.

I commercianti e i politici sanno bene che, proprio quando le cose volgono al peggio, è il momento di dimostrarsi più ottimisti e fingere sicurezza.
Questo perché ciò che conta è ciò che appare, e la gente si fida di chi è sicuro, non chi – in modo onesto ma “perdente” in logica di marketing – confessa di avere di problemi seri.

Tale logica “d’affari” è applicata a qualsiasi livello sociale, una persona con timori e dubbi su di sé farà una notevole fatica a farsi notare dagli altri in modo positivo.

Mentire richiede intelligenza e solo gli animali superiori ne sono capaci. Quando si mente si attiva tutto il cervello, mentre quando si dice la verità è coinvolto solo il lobo sinistro, che non sa mentire.

In definitiva, potremmo dire che è mentendo che diventiamo adulti e indipendenti.

Lo scopo della bugia, di qualsiasi genere essa sia, è parte della comunicazione efficace e talvolta strategica. Chi mente cerca di mettere in campo un piano che gli permetta di ottenere ciò che vuole, è difficile infatti che il bugiardo menta a chiunque.

Scoprire le menzogne al telefono

Quando si dice una bugia non si riesce a mantenere lo stesso tono di voce di quando si parla normalmente.

La voce e soprattutto le corde vocali si caricano di tensione e il risultato sarà una variazione del tono.
Se usiamo un microfono sensibile, si scopre che nessuno sa mentire in modo perfetto con la voce, c’è sempre qualche segnale che tradisce la tensione.

Questa non ha una “direzione” specifica: c’è chi ha una voce più stridula, e chi al contrario parlerà con un tono più basso.

Una delle cose più importanti da notare è la velocità

Rispondere subito a una domanda, è quasi sempre un segnale che la risposta è stata preparata in anticipo, ma anche stare zitti a lungo o con pause esitanti è indice che qualcosa non va.

Quando qualcuno si convince che un evento o un fatto siano veri, invece, magari solo perché li sente ripetere spesso, diverranno comunque parte della sua realtà. In casi simili è difficile sapere se la persona sta veramente dicendo una bugia, perché ormai è diventato qualcosa di reale a tutti gli effetti, e si non riuscirà più a distinguerla dalle menzogne.

Le tecniche più semplici per rivelare una menzogna basandosi solo sull’ascolto, sono tre:

– chiedere di raccontare l’evento a rovescio
La mente non riesce a processare alla stessa velocità la realtà e la bugia, deve fare uno sforzo cosciente per riuscire a dire una menzogna al contrario.

– notare le pause.
Quando mentiamo possono diventare più numerose e con molti suoni di riempimento (come “ehmmm…” o “aaahh…”).

– notare la fluidità
Un discorso fluido e coerente è quasi sempre vero, mentre un discorso tentennante è spesso falso.

Fabio Pandiscia

Fonti:

  • Meridda, A., Pandiscia F. Prova a mentirmi. Imparare il linguaggio del corpo per capire gli altri. Franco Angeli, 2016.
  • Pandiscia F. Comunicare bene. La comunicazione come forma mentis. Psiconline, 2009.