
Maristella Pignone, Paintshop Manager e Cluster Leader Innovation di Stellantis Italia, è stata recentemente riconosciuta come “Giovane Manager dell’Anno” Stellantis durante la sesta edizione del Premio Giovane Manager, promosso da Federmanager Giovani.
Un riconoscimento che celebra il suo percorso di successo in un settore come l’automotive, in cui la presenza femminile è ancora limitata, ma dove Maristella ha saputo emergere grazie a una combinazione di visione strategica, competenza e un’approfondita capacità di leadership.
In questa intervista, Maristella ripercorre il suo cammino, condividendo le sfide affrontate e superate, e riflettendo sul suo approccio alla gestione delle persone. Ricorda quanto le soft skill, come l’ascolto, l’empatia e il lavoro di squadra, siano diventate le chiavi per costruire un team vincente e per affrontare con successo le sfide di un ruolo manageriale sempre più complesso.
- Che significato ha per te questo riconoscimento, sia a livello personale che professionale?
Questo riconoscimento è stato per me un evento sorprendente e bellissimo. Tutto è iniziato in modo inaspettato: mi sono iscritta a Federmanager perché cercavo un nuovo lavoro e, esplorando il sito, ho scoperto l’esistenza di questo premio.
Ho deciso di candidarmi, convinta di poter condividere il mio percorso professionale che tante persone mi hanno aiutato a costruire. La selezione è stata un’esperienza unica: l’intervista è andata oltre il tecnico, esplorando aspetti empatici e sociali, rendendola molto coinvolgente.
Ricevere il premio Silver a Genova è stato già un grande traguardo, ma vincere il Platinum a Roma, con la mia famiglia presente, è stato un momento di pura emozione. È un riconoscimento non solo dei miei sforzi personali ma anche del supporto della mia famiglia e di tutto il team che mi ha sostenuto.
Dal punto di vista professionale, è una conferma del valore del mio percorso e uno stimolo a continuare. Lo reputo anche un segnale importante per le donne nel settore automotive, che si presenta come un ambito ancora fortemente maschile. Questo premio rappresenta una vittoria collettiva e un punto di partenza per ispirare gli altri.
- Raccontaci del tuo percorso professionale: come sei arrivata a ricoprire il ruolo di Paintshop Manager e Cluster Leader Innovation in Stellantis Italia?
Ho iniziato la mia carriera nel 2005 come ingegnere di processo in TRW (ora ZF). Mi occupavo di sviluppo e avviamento delle linee di produzione, miglioramento della qualità e ottimizzazione degli scarti. Nel 2010 sono diventata direttore della produzione, gestendo la realizzazione di airbag per diverse case automobilistiche.
Successivamente, ho ampliato le mie competenze occupandomi di miglioramento continuo, digitalizzazione e innovazione. Ho guidato molti progetti, come lo sviluppo di software per la gestione delle risorse e la digitalizzazione dei processi ambientali e di sicurezza.
Nel 2023, vista la necessità di bilanciare meglio lavoro e famiglia, ho accettato una nuova sfida in Stellantis, un’azienda simbolo per il Piemonte e per me personalmente. È stato un cambiamento radicale: da airbag a verniciatura di scocche, un settore che non conoscevo affatto. Grazie alla collaborazione con il mio team, ho imparato e sono riuscita a crescere professionalmente in questo nuovo ambito.
- Quali sono state le principali sfide che hai dovuto affrontare nel tuo percorso da giovane manager e come le hai superate?
Le sfide più complesse sono state le decisioni difficili, come ridurre il personale per mantenere la redditività; in quei momenti, ho sempre cercato di condividere i piani con il mio team, creando fiducia e coinvolgimento.
Il mio obiettivo è sempre stato costruire squadre affiatate basate su collaborazione e trasparenza. Ho imparato che è fondamentale avere persone che ti supportano, anche a costo di scegliere collaboratori meno esperti ma più aperti al dialogo.
Per me, la leadership non è imporre decisioni, ma ispirare e guidare, affinché le persone ricordino il nostro percorso come un’esperienza di crescita condivisa.
- Le soft skill sono sempre più rilevanti nelle carriere manageriali. Quali pensi siano indispensabili per essere un buon leader nel tuo settore?
Le soft skill sono cruciali. Tra queste, l’ascolto è fondamentale: capire veramente le motivazioni e i punti di vista degli altri aiuta a prendere decisioni migliori.
Altrettanto importanti sono la collaborazione e l’empatia: non si può creare una squadra vincente senza mettersi nei panni degli altri.
Un principio che mi guida è che se qualcuno sbaglia, è anche responsabilità del leader non aver creato le condizioni per evitare quell’errore. Lavorare su sé stessi e migliorarsi continuamente è essenziale per far crescere tutto il team.
- Qual è il miglior consiglio che ti sentiresti di dare a un giovane manager che sta iniziando la sua carriera, specialmente in un settore complesso come quello automotive?
Il miglior consiglio che darei a un giovane manager è di osservare attentamente chi svolge già quel lavoro, cercando di capire il perché delle sue scelte. Non fermarsi alle apparenze, ma fare domande per acquisire consapevolezza e comprendere a fondo le decisioni effettuate. Inoltre, è fondamentale scegliere un lavoro che piaccia davvero: trovare soddisfazione nel proprio ruolo fa la differenza tra una carriera appagante e una frustrante. Certo, all’inizio potrebbe essere necessario svolgere mansioni che non entusiasmano, ma con l’obiettivo chiaro di raggiungere ciò che si desidera. Anche io ho fatto lavori lontani dalle mie aspirazioni, ma quelle esperienze mi hanno aiutata a capire che cosa non volessi e a orientarmi verso il settore industriale, che sentivo mio. È importante accettare che non è sempre facile sapere subito cosa si vuole, ma ascoltarsi e sperimentare è la chiave per trovare il proprio posto.