Manageritalia: la relazione come leva strategica per la managerialità

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La comunicazione non è soltanto uno strumento tecnico, ma una leva per costruire reputazione, rappresentanza e relazioni. È da questa prospettiva che Manageritalia guarda alla comunicazione strategica e alla propria partecipazione all’Osservatorio Comunicazione Strategica.

In questa intervista, Simone Pizzoglio, vicepresidente di Manageritalia, racconta l’evoluzione di un’associazione nata nel 1945 e oggi impegnata non solo nella rappresentanza contrattuale dei manager, ma anche in servizi che vanno oltre quelli del contratto e coprono l’ambito professionale e personale e nel confronto sui grandi temi che riguardano il futuro del lavoro.

Dalla capacità di ascoltare e interpretare gli stakeholder alla necessità di distinguere il segnale dal rumore, fino al valore del networking e alla capacità di anticipare i cambiamenti sociali e culturali: per Manageritalia, la relazione è sempre più centrale nella leadership e nella capacità di incidere.

Manageritalia ha una lunga storia alle spalle. Qual è oggi la sua missione, quali sono i principali numeri che la caratterizzano e quali attività svolge?

Manageritalia rappresenta dirigenti, quadri ed executive professional del settore del commercio e dei servizi. L’associazione è nata nel 1945 e ha assunto l’attuale denominazione negli anni Duemila, dopo essere stata conosciuta come Federazione dei direttori delle aziende commerciali.

Oggi conta oltre 47mila iscritti e rappresenta 150 mila manager, tra dirigenti, quadri e alte professionalità in servizio e pensionati. I dirigenti attivi sono oltre 33.000 e operano in più 10.000 aziende, dalle piccole e medie imprese ai grandi gruppi.

La nostra funzione principale è la rappresentanza, anche attraverso la contrattazione collettiva. Sottoscriviamo diversi contratti nazionali, tra cui quello con Confcommercio e quelli relativi ai settori della logistica, degli alberghi e degli spedizionieri. È importante sottolineare che non siamo un club, ma sindacato, un’organizzazione di rappresentanza, apartitica e apolitica, con una precisa missione di tutela della dirigenza privata nei settori del commercio e dei servizi.

Accanto alla rappresentanza contrattuale ed istituzionale, mettiamo a disposizione un sistema articolato di servizi. Ne fanno parte il Fondo Mario Negri per la previdenza, il Fasdac per l’assistenza sanitaria e la Convenzione Antonio Pastore per la copertura assicurativa. A questi si aggiunge il CFMT, il Centro di Formazione Management del Terziario, che si occupa di formazione, riqualificazione e aggiornamento delle competenze. Ai servizi contrattuali si affincano servizi per la professione (consulenze per sviluppo di carriera, networking) e personali (sanità e previdenza, coperture da rischi vari).

Questi servizi sono particolarmente importanti in un contesto in cui la vita professionale dei manager si è allungata. Una carriera può durare anche venti o trent’anni: mantenere aggiornate le proprie competenze e gestire attivamente la propria cariera e il proprio network è quindi fondamentale per preservare la competitività nel tempo.

Offriamo inoltre strumenti avanzati di welfare e programmi di politiche attive per chi cambia lavoro o esce da un’azienda, attraverso percorsi di analisi delle competenze e supporto alla ricollocazione.

Un altro ambito sempre più rilevante è il sostegno a parità di genere, valorizzazione della diversità e genitorialità. Attraverso programmi rivolti anche alle aziende, promuoviamo diversity, inclusion e la valorizzazione di entrambi i genitori, la condivisione delle responsabilità familiari, i congedi parentali e una maggiore sensibilizzazione delle imprese. È una questione che riguarda anche il futuro del Paese: in un contesto caratterizzato dall’inverno demografico, sostenere la genitorialità significa contribuire allo sviluppo economico e sociale.

Quale ruolo dovrebbero svolgere oggi le associazioni di categoria nell’accompagnare imprese e manager nello sviluppo delle competenze relazionali, della leadership e della comunicazione strategica?

Manageritalia è articolata in 13 associazioni territoriali, a cui si aggiunge una quattordicesima associazione dedicata agli Executive Professional. La nostra sfida è contribuire alla crescita economica attraverso lo sviluppo della managerialità, non soltanto nelle grandi aziende, ma anche nelle piccole e medie imprese e nel settore dei servizi.

In questa prospettiva, lavoriamo sull’evoluzione della cultura manageriale e sul posizionamento dell’associazione rispetto ai grandi temi dell’economia e del lavoro: dalla previdenza al fisco, dalla digitalizzazione all’intelligenza artificiale, dalla sostenibilità alla diversity & inclusion, fino alle politiche attive. Il nostro intervento si sviluppa su più livelli, partendo dalle esigenze dei singoli associati per arrivare alla dimensione più ampia della rappresentanza.

Sul piano individuale, le associazioni territoriali mettono a disposizione uffici e servizi per rispondere alle diverse necessità dei dirigenti: dall’assistenza sanitaria alle questioni previdenziali, dall’analisi del percorso professionale alla valutazione delle competenze. Un ruolo importante è svolto anche dall’assistenza sindacale, soprattutto nei momenti di transizione o di uscita dall’azienda, ma anche quando si cambia incarico cogliendo nuove opportunità. A questo si affianca una funzione più ampia di presidio culturale e promozione della crescita manageriale, attraverso eventi sul territorio, attività formative e iniziative dedicate ai temi strategici per il mondo del lavoro. Un esempio è Women on Board, progetto attraverso il quale sosteniamo, con percorsi di formazione gratuiti e certificati, le donne interessate a entrare nei consigli di amministrazione.

Parallelamente, svolgiamo attività di rappresentanza istituzionale, dialogando con ministeri, Governo e altri stakeholder istituzionali. Analizziamo gli sviluppi normativi e le proposte legislative per portare le nostre istanze nei luoghi in cui vengono definite le politiche economiche e del lavoro. In questo quadro, la comunicazione assume un ruolo centrale. Siamo presenti sui social, con una community su LinkedIn di circa 180.000 persone, e continuiamo a investire negli strumenti editoriali tradizionali, che conservano un valore significativo.

Tra questi figura Il Dirigente, la nostra rivista mensile, ripensata negli ultimi anni come un vero e proprio magazine. Il suo punto di forza è la pluralità dei punti di vista. La managerialità viene raccontata attraverso prospettive diverse: il rapporto con le istituzioni e la dimensione sindacale, l’evoluzione tecnologica e il futuro del lavoro, ma anche gli aspetti più umani della vita professionale, come lo stress, le fragilità e le difficoltà che un manager può incontrare. Pur essendo una rivista di settore, i suoi contenuti si rivolgono a un pubblico più ampio. La distribuzione raggiunge, oltre ai 47 mila associati, più di 2.000 stakeholder tra rappresentanti delle istituzioni, esponenti del mondo politico, dirigenti e rappresentanti delle controparti datoriali e sindacali. L’obiettivo è favorire un dialogo che superi i confini dell’associazione.

Manageritalia non propone un prodotto in senso tradizionale: offre servizi e rappresentanza. La comunicazione deve quindi rendere comprensibile il valore generato per i manager e le imprese, contribuendo al tempo stesso a consolidare la reputazione dell’organizzazione e a rafforzarne la capacità di dialogo con gli stakeholder. Per noi, la reputazione non coincide semplicemente con la notorietà. Significa essere riconosciuti come un interlocutore serio, affidabile e capace di incidere.

Simone Pizzoglio, vicepresidente di Manageritalia

Perché avete scelto di aderire all’Osservatorio Comunicazione Strategica? Quali elementi avete riconosciuto nel progetto?

Ci ha convinto innanzitutto l’idea che la comunicazione non debba essere considerata soltanto una funzione tecnica. Le competenze specialistiche sono certamente necessarie, ma la comunicazione rappresenta qualcosa di più: è uno strumento attraverso cui l’organizzazione si confronta e dialoga con l’esterno, gestisce il rapporto tra dimensione interna e contesto di riferimento e traduce la strategia in relazioni concrete.

Per Manageritalia questo aspetto è fondamentale. Senza credibilità e senza la capacità di essere conosciuti e riconosciuti, diventa difficile svolgere efficacemente la nostra funzione di rappresentanza. La comunicazione ci permette di rendere visibile il valore che generiamo, in particolare attraverso la contrattazione collettiva, e di consolidare la reputazione necessaria per essere ascoltati e contribuire al dibattito sulle politiche del Paese. E anche di portare a tutto il paese il contributo e il valore del management per lo sviluppo economico e sociale.

Conoscenza, riconoscimento e stima sono tre componenti essenziali della reputazione. A queste aggiungerei la capacità di gestire e sviluppare il network. La comunicazione, infatti, non si esaurisce più nella relazione tra associazione e associato, ma si estende a una rete articolata di interlocutori e opportunità di confronto.

Uno dei valori aggiunti di Manageritalia consiste proprio nella possibilità di offrire ai singoli manager una rete di relazioni trasversali. Questo è particolarmente importante per un corpo intermedio, il cui ruolo comprende anche la capacità di creare e valorizzare connessioni tra associati, persone, imprese e contesto esterno.

Partecipare all’Osservatorio significa quindi contribuire a un progetto che riconosce alla relazione un ruolo centrale nella comunicazione strategica e nello sviluppo delle organizzazioni.

Quali sono oggi le competenze strategico-relazionali più importanti per chi ricopre ruoli di leadership? Su quali competenze occorre investire maggiormente?

Oggi siamo esposti a un volume crescente di informazioni e stimoli comunicativi, che rende sempre più difficile distinguere i segnali realmente significativi dal rumore. Le fake news rappresentano soltanto uno degli aspetti di questa complessità.

Un manager deve saper interpretare il proprio tempo, leggere il contesto e costruire una comunicazione capace di rispondere alle aspettative degli stakeholder senza rinunciare alla qualità, alla coerenza e all’identità dell’organizzazione.

Questo richiede anche il coraggio di innovare, mettere in discussione gli schemi consolidati e, quando necessario, adottare posizioni controcorrente. L’obiettivo non è aggiungere una voce indistinta al panorama comunicativo, ma affermare una presenza autorevole, riconoscibile e dotata di una propria identità. In questo senso, il carattere è una componente importante della comunicazione: permette di distinguersi, esprimere una posizione e costruire un rapporto riconoscibile con i propri interlocutori.

Alla luce della vostra esperienza nel mondo manageriale, su quali temi dovrebbe concentrarsi l’Osservatorio Comunicazione Strategica per generare valore per imprese, manager e associazioni?

Il valore di un Osservatorio consiste nella capacità di aiutarci a comprendere le trasformazioni in atto e, possibilmente, ad anticipare quelle future. Disporre di strumenti di analisi consente non soltanto di affrontare meglio i cambiamenti, ma anche di individuare in anticipo le evoluzioni della comunicazione e, più in generale, dei contesti sociali e culturali. È come disporre di un binocolo che amplia il campo visivo: non sempre permette di individuare una rotta precisa, ma può contribuire a definire una direzione.

Per Manageritalia è importante partecipare a questa riflessione, perché la comunicazione e il brand non riguardano esclusivamente le imprese, ma anche le associazioni e le altre organizzazioni.

Sostenere un progetto dedicato allo studio della comunicazione strategica significa quindi contribuire ad approfondire il ruolo delle relazioni nei processi organizzativi e nella capacità di generare valore. Anche la partecipazione alla survey dell’Osservatorio ha rappresentato un segnale significativo. La nostra community ha risposto in modo consistente, dimostrando un elevato livello di partecipazione e coinvolgimento.

Una community, infatti, esprime il proprio valore quando le persone partecipano attivamente, condividono le proprie esperienze e contribuiscono alla costruzione di conoscenza. Per questo intendiamo continuare a contribuire a un progetto che mette al centro la comunicazione strategica, le relazioni e la capacità di comprendere e anticipare i cambiamenti che interessano le organizzazioni, il mondo manageriale e la società.

Autore: Daniela Caraiman