Design Thinking: Anche le viti e i bulloni hanno un’anima.

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Nel settembre 2016 una azienda lecchese che produce elementi di serraggio, bussa alla porta di IED Milano per verificare un possibile progetto di tesi. I due titolari, fratello e sorella, seconda generazione di imprenditori, si presentano agli studenti e a noi docenti dicendo: “Facciamo pezzi speciali su progetto dal 1974”. E ancora: “Siamo flessibili, veloci a reagire e facciamo sentire il cliente seguito e compreso”. E noi capiamo che sono orgogliosi della loro capacità di realizzare prodotti specifici invece di pezzi standard, ma vogliono espandersi su mercati più ampi scontrandosi con competitor più grandi, nei confronti dei quali dovranno trovare un chiaro posizionamento, che di fatto non hanno.

Dodici studenti accettano la proposta e affrontano la fase di ricerca sotto la mia guida. L’approccio scontato iniziale che si esprime con frasi come: “Beh, dobbiamo rifargli il logo e la carta intestata”; “Prof, ma hanno un sito aziendale cha fa pena”; “Eh … magari riusciamo a proporre loro una segnaletica interna” viene ribaltato, convincendo gli studenti del fatto che abbracciando un percorso di indagine conoscitiva del luogo, delle persone che vi lavorano, dell’indotto che producono, della comunità sociale in cui sono inseriti e dei valori che le diverse parti interessate (titolari, dirigenti, lavoratori, fornitori, famiglie, comunità, clienti) riconoscono, potremo capire quali sono i fondamenti della Mission aziendale e quale Vision potranno comunicare per il successivo quinquennio.

Nel settembre 2016 una azienda lecchese che produce elementi di serraggio, bussa alla porta di IED Milano per verificare un possibile progetto di tesi.

Prepariamo così una strategia di azione e andiamo in azienda, filmiamo i luoghi e le persone (con il loro permesso esplicito), li intervistiamo mentre lavorano e anche a margine del lavoro. Prendiamo il caffè con loro con calma, divisi in gruppi di osservazione e favoriamo l’emersione libera di sentimenti, percezioni profonde, convinzioni, timori, attese per il futuro. Li guidiamo a contestualizzare le loro risposte in base al Passato, al Presente e al Futuro di quello che l’azienda rispecchia in loro. Li aiutiamo a far emergere l’identità percepita dell’impresa.

Così i titolari verificano quanto c’è di più ‘sacro’ nel senso di appartenenza delle persone coinvolte e cosa alimenta le loro energie nella quotidianità del lavoro: tutti sono accolti con attenzione empatica.

Quattro progetti per altrettanti sottogruppi di studenti arrivano alla discussione di tesi e ci sono idee, linguaggi, soluzioni innovative nei quali nessuno dei committenti immaginava di riconoscersi. Una coppia di studentesse viene incaricata di trasformare le loro proposte in forme definitive per l’azienda e se ne vedono i risultati online.

Una grande festa aziendale suggella il successo di un Pensiero Progettuale che parte dalle cose e dalle persone e arriva a coglierne i Valori.

Davide Corno