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Le relazioni sono oggi fondamentali. Un approccio orientato agli interessi del cliente è determinante nella vendita, così come la creazione di alleanze tra piccole imprese può essere la chiave per avere successo in un mercato sempre più competitivo.
Ne abbiamo discusso con Matteo Perin, co-owner di Ecostil e Vicepresidente del Gruppo Giovani di Confindustria Vicenza. Una stimolante intervista che racconta i retroscena di un passaggio generazionale e fornisce una panoramica dei progetti attuali e futuri dell’associazione di imprenditori più importante d’Italia.
Oggi è co-owner di Ecostil e Vicepresidente del Gruppo Giovani di Confindustria Vicenza. Quali sono state le tappe più significative del suo percorso professionale?
Il mio ingresso in Ecostil, l’azienda di famiglia, è avvenuto subito dopo il liceo. Sembrava che il mio percorso fosse già scritto: una laurea in ingegneria da applicare in un contesto tecnico come quello di Ecostil. Eppure, già dopo il primo semestre, capii che quella strada non faceva per me. Decisi così di intraprendere un percorso completamente diverso, iscrivendomi a giurisprudenza.
Parallelamente agli studi iniziai a lavorare in azienda, sperimentando diverse mansioni: guidare il furgone, assemblare componenti, persino fare da autista al socio di mio padre. Fu proprio grazie a questa esperienza che scoprii il mio interesse per il settore commerciale. Dopo anni di gavetta, arrivò il vero passaggio di testimone. Ricordo ancora quella mattina in cui il socio di mio padre, svuotando la sua scrivania, mi disse: “Ora l’ufficio è tuo. In bocca al lupo!”
Ben presto mi resi conto che la mia formazione giuridica rappresentava un valore aggiunto nella vendita: mentre un ingegnere tende a focalizzarsi sugli aspetti tecnici, un umanista si concentra sui bisogni del cliente. Questo approccio ha trasformato l’azienda, orientandola verso una consulenza più strategica e ridefinendone il posizionamento sul mercato.
Il mio percorso in Confindustria è iniziato dieci anni fa, spinto dalla curiosità di confrontarmi con imprenditori con esperienze e necessità simili alle mie. Oggi, in qualità di Vicepresidente del Gruppo Giovani e Membro della Commissione Education del Gruppo Senior, mi occupo di progettare e organizzare percorsi formativi specializzati, mirati a supportare la crescita professionale degli associati.
Qual è la lezione più preziosa che ha appreso nel suo percorso di leadership?
Ho imparato che entrare nell’azienda di famiglia richiede discrezione e umiltà. È fondamentale dimostrare di meritare il proprio ruolo, non perché si porta un certo cognome, ma per le competenze e il valore che si è in grado di apportare. Credo profondamente nell’importanza di riconoscere che anche l’ultima persona arrivata può offrire un contributo prezioso e inaspettato. Le idee vanno valutate per il loro contenuto, non in base a chi le esprime. Per questo mi impegno ogni giorno a dare ascolto, rispetto e credito a tutti, dentro e fuori dall’azienda. Infine, ho compreso che alla base di qualsiasi scelta aziendale vi è sempre una motivazione. Prima di apportare un cambiamento è fondamentale comprendere per quale ragione è stata effettuata una determinata scelta, e solo in seguito, proporre eventuali miglioramenti.

Quali sono i progetti più stimolanti su cui sta lavorando per il Gruppo Giovani di Confindustria Vicenza?
L’incontro con Luca Brambilla mi ha aperto le porte a un nuovo mondo, facendomi comprendere quanto siano fondamentali le competenze relazionali nei contesti aziendali e commerciali. Da tempo avevo in mente l’idea di creare un corso pensato per supportare gli imprenditori nei passaggi generazionali, un’esigenza che ho vissuto in prima persona e che ho riscontrato in molti altri associati di Confindustria. Da questa consapevolezza, insieme all’Accademia di Comunicazione Strategica, è nato il percorso di Negoziazione Strategica, seguito poi da quello in Comunicazione Strategica quest’anno. Spero di poter proseguire questa ambizione formativa anche in ambito senior.
Quali sono le competenze che considera indispensabili per un giovane leader nell’attuale scenario economico?
Per quanto le hard skill siano fondamentali, credo che lo sviluppo delle soft skill sia altrettanto cruciale. Operiamo in un mercato del lavoro in continua evoluzione, dove la capacità di adattarsi è diventata una delle competenze più preziose. La chiave che ho trovato per rimanere al passo con i tempi è continuare a formarsi e studiare, cercando di anticipare i trend di mercato. Questa è la “meta-competenza” di cui abbiamo bisogno: la capacità di imparare a imparare. Oltre a questo, è fondamentale allenare la capacità di inventare, creare, analizzare e, soprattutto, relazionarsi. In un mercato in cui i prodotti hanno spesso una qualità simile, la vera differenza la fanno le persone.
Il percorso in collaborazione con ACS appena concluso soddisfa proprio questa necessità: fornisce gli strumenti per individuare innanzitutto i propri obiettivi, poi per comprendere i desiderata dell’interlocutore e infine per costruire qualcosa di nuovo insieme. È una mentalità in cui credo molto e che penso sarà determinante per affrontare le sfide del futuro.
Le imprese italiane, e in particolare quelle del Veneto, soffrono ancora di un limite significativo: una scarsa propensione alla collaborazione. Oggi, in un contesto sempre più complesso, è fondamentale mettere in comune le risorse, creando sinergie capaci di generare valore reciproco. Solo così potremo affrontare sfide sempre più ambiziose e competere su scala globale.
Luca Brambilla