Leadership: competenza innata o apprendibile?

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La leadership è una dote innata o è un’abilità che può essere sviluppata? Sebbene su questo tema le scienze comportamentali e le neuroscienze non si sono ancora espresso in modo categorico, sono molteplici gli studi e le teorie che supportano l’idea che la leadership non sia un talento, ma possa essere sviluppata attraverso l’esperienza, l’apprendimento e la formazione.

Uno studio pubblicato nel Journal of Applied Psychology nel 2002 da Timothy A. Judge e colleghi, intitolato “Personality and Leadership: A Qualitative and Quantitative Review”[1], ha analizzato la relazione tra i tratti della personalità e la leadership. I risultati hanno evidenziato che caratteristiche come estroversione, coscienziosità, apertura alle esperienze e stabilità emotiva possono influenzare la leadership, ma non la determinano in maniera esclusiva. Secondo gli autori, fattori come l’esperienza e la formazione giocano un ruolo cruciale nello sviluppo delle capacità di leadership.

Questa visione è sostenuta anche dalla professoressa di Psicologia all’Università di Stanford, Carol Dweck, la quale ha sviluppato il concetto di Growth Mindset (mentalità di crescita). Secondo Dweck, le competenze possono essere sviluppate attraverso la dedizione e il duro lavoro, mentre un approccio basato su una Fixed Mindset porta a credere che talento e intelligenza siano tratti statici e immutabili. Questo implica che la leadership, così come altre competenze, possa essere affinata attraverso l’apprendimento continuo.

Un altro contributo fondamentale proviene dagli studi di Daniel Goleman sull’intelligenza emotiva. Nel suo bestseller Intelligenza Emotiva, Goleman sottolinea come la leadership sia strettamente legata a competenze emotive come l’autoconsapevolezza, l’empatia e la gestione delle relazioni interpersonali. Una delle sue intuizioni più rilevanti è che queste competenze possono essere insegnate e sviluppate fin dall’infanzia, al pari di quelle tecniche. Ciò dimostra che la leadership non è una qualità innata, ma piuttosto un insieme di capacità che possono essere allenate e potenziate.

Anche noi dell’Accademia di Comunicazione Strategica crediamo fortemente nella possibilità di sviluppare le competenze legate alla sfera relazionale. Non bisogna infatti intenderle come doti naturali e immutabili, ma come abilità che possono essere coltivate, formate e applicate per favorire la crescita individuale e organizzativa. Così come un ingegnere meccanico acquisisce abilità approfondite sulle componenti di un’automobile, allo stesso modo un manager può apprendere strategie e tecniche per coordinare al meglio un team. Un concetto ben espresso all’interno del testo Dal talento al successo (L. Brambilla, 2021 ACS Editore).

La nostra missione è quella di strutturare metodologie formative che consentano lo sviluppo delle competenze relazionali e negoziali in modo sistematico, simile all’acquisizione di competenze più tecniche.

In definitiva, possiamo asserire che la leadership non è un dono riservato a pochi eletti, ma un percorso di crescita accessibile a chiunque sia disposto a investire nel proprio sviluppo. Le aziende che incoraggiano una cultura di apprendimento e sviluppo continuo creano leader più consapevoli, capaci di affrontare sfide complesse e di generare un impatto positivo e duraturo. La leadership, dunque, non è solo una questione di talento innato, ma il risultato di un impegno costante verso la crescita personale e professionale.

Greta Mezzetti


[1] Judge, T. A., Bono, J. E., Ilies, R., & Gerhardt, M. W. (2002). “Personality and Leadership: A Qualitative and Quantitative Review.” Journal of Applied Psychology, 87(4), 765-780. Link all’articolo