Il potere delle relazioni: come il networking può trasformare il nostro futuro

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In un mondo sempre più interconnesso, costruire relazioni autentiche non è solo un’opportunità, ma una necessità strategica. Le connessioni giuste possono aprire porte, accelerare carriere e generare valore sia a livello personale che professionale. È su questo tema che si concentra Il potere delle relazioni, un libro che esplora il networking come una competenza vitale per affrontare le sfide del presente e del futuro.

Ma come si costruisce una rete efficace? Quali sono le strategie per trasformare semplici contatti in collaborazioni significative? E in che modo il networking può colmare il divario tra scuola e mondo del lavoro? Ne parliamo con l’autore Marco Vigini, che ci guida in un viaggio fatto di esperienze concrete, metodologie innovative e visioni strategiche: dalla creazione di community attrattive fino all’integrazione del networking con il personal branding.

Hai recentemente scritto il libro Il potere delle relazioni, che ha al centro il valore del networking. Cosa ti ha spinto a considerarlo un tema così cruciale nel mondo di oggi?

Ho deciso di scrivere questo libro perché il networking è diventato una competenza strategica, essenziale per affrontare i cambiamenti, scoprire nuove opportunità e creare comunità solide. Ogni relazione, dai legami forti a quelli deboli fino ai contatti dormienti, rappresenta un capitale sociale capace di generare valore concreto. Come sottolinea Reid Hoffman, “L’Io elevato alla potenza del Noi“ consente di affrontare sfide impossibili da soli. Le aziende dovrebbero evolversi in “networking company”, adottando modelli di leadership orizzontali e rendendo questa competenza un patrimonio comune.

Il networking non è solo una leva strategica per leader ed executive coinvolti in partnership e operazioni complesse come le M&A, ma rappresenta un asset fondamentale a ogni livello professionale. Nel tuo libro approfondisci, tra le altre cose, il suo ruolo nel connettere scuole e imprese. In che modo può ridurre il gap informativo tra studenti e mondo del lavoro?

Scuola e aziende dialogano ancora poco, anche se si stanno facendo progressi (l’introduzione degli ITS ne rappresenta un esempio). Il networking dovrebbe essere insegnato a scuola per avvicinare i giovani al mondo del lavoro. Attraverso incontri, workshop, visite aziendali e percorsi di PCTO, gli studenti acquisiscono una visione concreta delle professioni e delle competenze richieste. Questo approccio riduce il divario informativo e favorisce un inserimento più consapevole nel mercato.

Puoi condividere qualche esperienza su come creare una community attrattiva e capace di generare valore per le persone e le organizzazioni?

Lavorando con aziende e business school, ho visto che una community efficace si costruisce rispondendo ai bisogni dei partecipanti, valorizzandone il contributo e creando occasioni d’incontro significative. Eventi, rituali e la presenza di ambassador che rappresentino i valori della community sono elementi chiave. In un contesto sempre meno gerarchico, la community diventa un luogo di scambio, crescita e condivisione, dove l’ego lascia spazio al “Noi” e ogni incontro diventa un’opportunità di sviluppo personale e professionale.

Hai creato le “Networking Gym”, un innovativo modello per allenare al networking. In cosa consistono e quali benefici offrono?

Le Networking Gym rappresentano una vera innovazione: un percorso pratico e metodologico per sviluppare le competenze relazionali. Anche chi si sente introverso può imparare a costruire una rete efficace senza ansie. Gli incontri sono interattivi e basati su allenamenti strutturati, condivisione di esperienze e supporto reciproco. Il networking, come lo sport, richiede allenamento costante e passione autentica per le persone, generando così un impatto positivo duraturo.

Marco Vigini
Marco Vigini, Founder di BNet2Connect

Dal tuo punto di vista, che rapporto c’è tra networking e personal branding?

Networking e personal branding sono strettamente collegati. Il personal branding definisce come vieni percepito, mentre il networking amplifica la tua immagine. Ogni interazione è un’opportunità per rafforzare la propria reputazione, purché il brand sia autentico e comunicato con uno storytelling efficace. Essere presenti su LinkedIn, condividere contenuti di valore e mantenere attive le relazioni sono azioni fondamentali per costruire un network solido e attrattivo.

Quali sono gli elementi indispensabili che non possono mancare nella cassetta degli attrezzi di un networker?

Gli strumenti essenziali nella “cassetta degli attrezzi” di un networker sono molti e devono essere scelti in base ai propri obiettivi professionali. Tra questi, spiccano: l’adesione a una o più community, sia fisiche che virtuali; una presenza su LinkedIn distintiva e strategica; la frequentazione di ambienti diversi; il coinvolgimento in attività associative; l’abitudine di incontrare, almeno una volta al mese, persone che possano arricchirci con nuove prospettive; la partecipazione a pranzi con nuovi contatti; la cura del proprio brand personale e la ricerca costante di feedback per migliorarsi.

A ciò si aggiunge la partecipazione a eventi, conferenze e workshop specifici, sfruttando le piattaforme social professionali come LinkedIn per coltivare e mantenere attive le proprie relazioni, evitando che cadano nell’oblio.

Tuttavia, l’elemento più prezioso è la gratitudine. Praticarla ogni giorno attraverso pensieri, azioni e piccoli gesti significa riconoscere e valorizzare chi ha contribuito al nostro percorso professionale e personale. Questo non solo rafforza i legami esistenti, ma crea un circolo virtuoso di fiducia e reciprocità.

Sei anche Vice Presidente Nazionale di AIDP. Come contribuisci a sviluppare e favorire il networking all’interno di questa associazione?

Come Vicepresidente con delega al network, collaboro per creare occasioni di incontro e condivisione, attraverso eventi, conferenze e partnership con associazioni affini. Questi momenti permettono di connettersi, aggiornarsi sulle tendenze e trovare sinergie professionali. Sono particolarmente fiero del manifesto per la scuola, realizzato con il Forum della Meritocrazia, che mira a creare un ponte solido tra scuola e lavoro attraverso percorsi qualificati di orientamento, gite del lavoro presso le aziende e che contiene l’innovativa proposta di creare una community di ex studenti per ogni istituto.

Come pensi che il networking si evolverà con l’avvento dell’IA e delle nuove tecnologie? 

L’IA renderà il networking più personalizzato e data-driven, facilitando la conoscenza degli interlocutori e l’appartenenza a community pertinenti. Tuttavia, nulla potrà sostituire il valore di un incontro fisico, dove lo scambio autentico crea relazioni profonde e durature. Il networking del futuro combinerà tecnologia e umanità, mantenendo al centro la costruzione di rapporti autentici.

Luca Brambilla