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In un settore competitivo come quello automobilistico, dove innovazione e precisione convivono con la necessità di soddisfare esigenze sempre più complesse, spicca la figura di Luca Stronati, premiato quest’anno come Gold Manager dal Gruppo Giovani di Federmanager. Un riconoscimento che celebra il suo percorso straordinario, contraddistinto da esperienze internazionali, ruoli di alta responsabilità e una leadership capace di ispirare e motivare.
Dalla sua formazione accademica in Ingegneria meccanica ai successi professionali con aziende d’eccellenza come Ferrari Granturismo, McLaren Automotive, Marelli e Automobili Lamborghini, Luca ha saputo coniugare competenze tecniche e soft skill, affrontare sfide globali e consolidare successi. Oggi, nel ruolo di Head of Software Release, Integration and Safety Whole Vehicle presso Automobili Lamborghini, guida un team multidisciplinare, impegnato nello sviluppo e integrazione di sistemi elettronici e software all’avanguardia.
Luca, quest’anno hai ricevuto il prestigioso premio di Gold Manager. Quali aspetti della tua gestione e della tua carriera ritieni ti abbiano permesso di ottenere questo importante riconoscimento?
Il premio è il risultato di un percorso costruito su diversi aspetti della mia carriera. Innanzitutto, la mia esperienza internazionale: ho iniziato negli Stati Uniti, per poi tornare in Italia, spostandomi poi nel Regno Unito e infine rientrando in Italia. Ho avuto l’opportunità di operare in aziende di eccellenza nel settore automotive come Ferrari Granturismo, McLaren Automotive, Marelli e ora Automobili Lamborghini.
Sul piano accademico, ho completato la laurea triennale e la laurea specialistica in Ingegneria meccanica, affiancate da un Master of Science che mi hanno fornito solide basi tecniche. Questi studi mi hanno aiutato a sviluppare competenze avanzate in Software e Teamwork, fondamentali per affrontare le sfide professionali.
Il mio percorso è stato segnato da progressioni relativamente rapide e ricche di esperienze intense: a 34 anni ero responsabile dello sviluppo software in McLaren Automotive, un ruolo equivalente a quello di dirigente in Italia. Successivamente, sono diventato direttore in Marelli e oggi ricopro una posizione di rilievo in Lamborghini, a diretto riporto del Direttore Tecnico del Dipartimento di Ricerca e Sviluppo. Un elemento cruciale è stato certamente l’appoggio della mia famiglia e di mio figlio, che mi hanno dato equilibrio e motivazione, ricordandomi sempre che il lavoro è solo una parte della vita, e che c’è un fine più grande in ciò che facciamo.
Come Head of Software Release, Integration and Safety Whole Vehicle, quali sono le tue principali responsabilità? E quali sono stati i passi più significativi della tua carriera che ti hanno portato fino a questo ruolo?
Da Settembre 2023 ricopro il ruolo di Head of Software Release, Integration and Safety Whole Vehicle in Automobili Lamborghini: il mio team gestisce lo sviluppo di Cyber Security, Functional Safety, Integrazione Elettronica, Testing, Hardware-in-the-Loop, Architetture Elettroniche e rilasci Software. Per spiegarmi con una metafora, queste aree includono la definizione e integrazione del “sistema nervoso” del veicolo e lo sviluppo e implementazione di funzioni distribuite tra le varie centraline elettroniche.
Il mio percorso professionale si estende per circa 15 anni. Dopo un’esperienza di ricerca a Chicago, sono entrato in Ferrari Granturismo come consulente, occupandomi di controllo motore ed emissioni, divenendo sviluppatore emissioni sul primo ibrido Ferrari, chiamato LaFerrari. Successivamente, ho avuto l’opportunità di entrare in McLaren Automotive, dove ho cominciato lavorando su McLaren P1 e da lì progressivamente ho costruito un team per lo sviluppo software, una piccola software-house, con cui abbiamo portato in produzione 22 modelli diversi in 8 anni e con cui abbiamo sviluppato una delle prime architetture elettroniche sul mercato con Domain Controller a Zona.
Dopo questa esperienza sono tornato in Italia come Direttore Globale per la progettazione e validazione software in Marelli – Electric Powertrain, dove ho guidato il team sviluppo SW della divisione nello sviluppo di due applicazioni chiave e nella certificazione ASPICE Level 2, creando anche un team di sviluppo SW in India.
Ora in Automobili Lamborghini, sto consolidando un team di cui sono molto soddisfatto e che si sta già distinguendo per i risultati ottenuti nell’integrazione elettronica di contenuti innovativi. Abbiamo ottenuto dei notevoli risultati sulla Revuelto, di cui siamo molto fieri.

In un settore così competitivo, come le soft skill ti hanno aiutato a prendere decisioni cruciali, sia a livello professionale che strategico?
L’ingegneria non offre soluzioni univoche, piuttosto un ventaglio di possibilità tra cui scegliere quella più adatta, considerando vari fattori, fra i quali la capacità di interfacciarsi all’interno di un team.
Le soft skill sono fondamentali per bilanciare le competenze tecniche con le esigenze emotive e sociali del lavoro in team. In tal senso va riconosciuto che, quando siamo a lavoro, oltre all’intelligenza logico-razionale intervengono anche diversi altri tipi di intelligenza, fra cui l’intelligenza emotiva.
Lavorare in un team significa tenere conto delle diverse percezioni dei membri, adattandosi ai feedback ricevuti e rimanendo recettivi. Le decisioni strategiche più efficaci maturano attraverso il dialogo e l’ascolto e non tramite l’imposizione rigida delle proprie idee. In tal senso, la flessibilità è essenziale: il leader deve saper accogliere suggerimenti e integrare prospettive diverse per adottare soluzioni condivise, che spesso risultano migliori delle iniziali proposte dei singoli, incluse quelle del manager stesso.
Le soft skill rafforzano il team, stimolando fiducia, collaborazione e motivazione, e sono quindi determinanti nel successo di ogni progetto.
Quali sono gli elementi di valore che contraddistinguono il tuo stile di leadership?
Un leader è un modello per il proprio team, nel bene e nel male. Per questo motivo è fondamentale adottare comportamenti positivi e filtrare quelli negativi, cercando sempre di infondere fiducia. Cerco di mantenere uno stile assertivo e rispettoso, evitando atteggiamenti autoritari, che potrebbero inibire la creatività e la fiducia del team.
Un altro elemento chiave è la capacità di ascolto: ritengo importante rimanere aperti ai feedback. La leadership non è solo visione strategica, ma anche attenzione ai dettagli e alle reazioni dei singoli.
Per mantenere la motivazione, valorizzo il contributo del lavoro di ogni membro del team e mi impegno a mantenere le promesse fatte, dimostrando lealtà e coerenza. Infine, la passione è l’ingrediente fondamentale: se un leader è appassionato, trasmette energia positiva alla squadra, rendendo più facile affrontare le sfide.
Guardando al futuro, come pensi che l’intelligenza artificiale influenzerà la sicurezza e l’integrazione dei software automobilistici nei prossimi 5-10 anni?
L’Intelligenza Artificiale sarà un fattore chiave nell’accelerare lo sviluppo tecnologico del settore automobilistico, che sta già vivendo una trasformazione digitale parallela al trend in Elettrificazione e Ibridizzazione. Tre aree principali del prodotto saranno profondamente influenzate: Interfaccia uomo-macchina e Infotainment, Connettività e Guida Autonoma.
Nel breve termine, l’AI sta già rivoluzionando i test, automatizzandoli e rendendo possibile l’analisi dei dataset in modo più rapido ed efficiente. Inoltre, lo sviluppo di codici software sta beneficiando di strumenti AI in grado di generare direttamente blocchi di codice in base a specifiche richieste, formulate ad alto livello.
A lungo termine, l’AI potrà migliorare l’affidabilità e la robustezza dei sistemi, identificando e risolvendo anomalie nei sistemi elettronici, prima che possano tradursi in problemi reali. Grazie alla capacità di apprendimento e adattamento, l’AI renderà i veicoli più sicuri, affidabili e personalizzabili, inaugurando una nuova era per l’industria automobilistica.
In conclusione l’AI verrà certamente impiegata nelle aree citate precedentemente, sia nella fase di sviluppo prodotto, rendendolo più snello e agile, sia nella fase di utilizzo da parte del cliente finale, migliorando la sua esperienza sotto molteplici aspetti. Chiaramente, fra i car maker, chi saprà implementare meglio l’AI in entrambe queste fasi avrà un vantaggio competitivo.
Daniela Caraiman