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Noi di Accademia di Comunicazione Strategica crediamo profondamente nel valore del Purpose, nell’importanza di dare significato al lavoro delle persone. Per questo abbiamo partecipato con entusiasmo al Purpose Day 2025, l’evento organizzato da POLIMI Graduate School of Management giunto alla sua terza edizione. Oltre 2000 persone – tra presenza fisica e online – si sono riunite nella suggestiva cornice del Teatro Lirico Giorgio Gaber per ascoltare figure apicali del mondo imprenditoriale e docenti universitari dialogare intorno a un tema cruciale: qual è la ragione per cui le aziende esistono?
A dare il benvenuto sono stati Donatella Sciuto, Rettrice del Politecnico di Milano, e Vittorio Chiesa, Preside di POLIMI GSoM, che hanno fin da subito posto l’attenzione su un concetto chiave: la fiducia. Fiducia che va coltivata dando un senso al lavoro delle persone attraverso la definizione di un Purpose chiaro e concreto.
Un’idea ripresa anche da esponenti di grandi aziende come Andrea Orcel, CEO di UniCredit Group, e Belén Frau Uriarte, Global Communication & Positioning Manager di Ingka Group (IKEA). Entrambi hanno sottolineato l’importanza di mantenere luminosa la rotta anche nei momenti più bui. “Il capitale delle istituzioni sale e scende dagli ascensori tutti i giorni” – ha ricordato Orcel – per ribadire che il vero valore risiede nelle persone, nella loro energia e motivazione quotidiana.
Sul palco, il Dean di POLIMI GSoM Federico Frattini ha condotto la cerimonia di premiazione Leave Your Mark, dedicata ai progetti che aiutano enti del terzo settore a creare un impatto concreto. Un esempio tangibile di come il Purpose, affinché sia realmente espansivo, debba tradursi in azioni reali. Come ha osservato Mirja Cartia d’Asero, Presidente di Clessidra Holding, “non si tratta di costruire uno storytelling, ma di aderire genuinamente ai valori sottostanti”.
Una riflessione che trova riscontro anche nei dati emersi dalla ricerca dell’Osservatorio Purpose in Action, presentata dal Direttore Scientifico Josip Kotlar. Il risultato è eloquente: il 68% dei manager italiani conosce il Purpose della propria azienda, ma solo il 13% lo trasforma in azioni strutturali. Come ha ricordato Laura Burdese, Deputy CEO di Bvlgari, la sfida è “trasformare il Purpose in un mindset”, in una vera e propria cultura aziendale.
Un concetto ripreso anche dall’ex CEO di ENEL Francesco Starace, secondo cui il Purpose è spesso chiaro per i fondatori, ma con la crescita dell’azienda rischia di disperdersi. Per questo è fondamentale coinvolgere attivamente le persone nella sua definizione, dando vita a un significato non imposto ma co-progettato. Esempi virtuosi in tal senso sono UniCredit, che ha coinvolto 30.000 collaboratori per ridisegnare la propria ragione d’essere, e Belron, che ha posto ai collaboratori di dieci diversi Paesi una domanda semplice ma potente: “Perché vieni al lavoro ogni giorno?”.
Anche il tema della tecnologia e dell’Intelligenza Artificiale ha trovato spazio centrale. Diversi speaker hanno ricordato come l’innovazione debba essere governata e indirizzata. Il Purpose è la bussola che può garantire uno sviluppo tecnologico sostenibile, promuovendo un’innovazione radicale, che non distrugge ma rigenera.
“Inspiring Real Change Beyond Disillusion” è stato il filo conduttore di questa edizione, mettendo in luce come il cambiamento autentico nasca proprio dal significato. Le aziende di oggi stanno infatti vivendo una trasformazione radicale, evolvendo da una visione centrata sul profitto a una prospettiva più ampia, che include persone, comunità e ambiente.
Per noi di Accademia di Comunicazione Strategica, eventi come questo rafforzano una convinzione: riflettere sul significato più profondo delle proprie azioni non solo orienta la direzione verso cui l’azienda tende, ma contribuisce a costruire un ambiente fertile, dove nascono relazioni autentiche e sostenibili.
Greta Mezzetti