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Dietro ogni impresa di successo ci sono visione, coraggio e una profonda fiducia nel valore delle persone. Francesco Tomaselli, CEO di Zeta Consulting Treviso, incarna tutto questo con autenticità e passione, tracciando un percorso che parla di merito, ascolto e leadership gentile.
Dalla prima stretta di mano in azienda al prestigioso riconoscimento tra i 44 Silver Manager 2024 di Gruppo Giovani Federmanager, la sua storia è quella di chi ha saputo costruire ogni traguardo con determinazione e umiltà, mettendo sempre al centro la crescita condivisa. In questa intervista, ci apre le porte del suo mondo: ci parla di scelte difficili, di visione strategica, di equilibrio tra vita e lavoro, ma soprattutto di un principio semplice che guida ogni passo: le persone fanno le aziende.
Come ha iniziato la sua carriera e cosa l’ha portata a diventare CEO di Zeta Consulting Treviso? Quali sono stati gli episodi che hanno segnato il suo cammino professionale?
Il mio percorso nasce da una grande curiosità per il mondo dell’impresa e dal desiderio profondo di costruire qualcosa che avesse un impatto reale sulle persone e sulle aziende. Fin da giovane ho sentito di avere una predisposizione per le relazioni, una capacità naturale di entrare in sintonia con gli altri, che nel mondo della consulenza si è rivelata essere non solo un valore aggiunto, ma spesso la chiave per generare fiducia e costruire percorsi di crescita condivisi.
Sono partito da zero, da una famiglia semplice, umile, che mi ha donato il più grande dei regali: l’opportunità di studiare e la libertà di scegliere. A loro devo quella “fame” che mi ha spinto a non accontentarmi, a non tirarmi indietro davanti alle difficoltà, a cercare di imparare sempre, anche quando sarebbe stato più facile mollare.
Uno dei momenti più importanti della mia vita professionale è stato nel 2009, quando ancora studente e con la tesi di laurea in corso, decisi di affrontare un colloquio con Zeta Consulting. Ricordo ancora perfettamente quelle emozioni: entusiasmo, paura, voglia di mettermi alla prova. Quel giorno, senza saperlo, ho tracciato una strada che avrebbe segnato il mio futuro.
Un altro momento decisivo è stato l’incontro con il fondatore della nostra azienda, Valerio Zoino: un imprenditore e manager illuminato, dal quale ho imparato l’importanza dell’ascolto autentico, della coerenza, e della forza necessaria per prendere decisioni difficili, ma giuste.
Infine, il confronto continuo con le associazioni di cui faccio parte — Confindustria e Federmanager — mi ha permesso di crescere grazie al dialogo con imprenditori e manager di valore. Ho avuto la fortuna di ascoltare storie, raccogliere consigli, farmi ispirare. Tutti tasselli che oggi porto con me.
E posso dire con certezza che l’entusiasmo di quel primo giorno non si è mai spento. È ancora la mia forza più grande: quella che mi fa alzare ogni mattina con il sorriso, pronto a dare il massimo, sempre.
Quali competenze ritiene siano essenziali per un CEO e come le applica nel suo lavoro quotidiano?
Credo fermamente che un CEO debba possedere tre qualità fondamentali: visione, capacità di sintesi e leadership umana. La visione è ciò che permette di guardare oltre il presente, di immaginare dove può arrivare un’azienda, di anticipare i cambiamenti e di costruire nel tempo una cultura solida e duratura.
La capacità di sintesi è essenziale per prendere decisioni rapide, efficaci e consapevoli, soprattutto quando i contesti diventano complessi e incerti. Ma più di tutto, credo nella leadership umana: quella che mette le persone davvero al centro, che valorizza i talenti, che sa ascoltare, motivare, accogliere il confronto.
Nel mio quotidiano, cerco di applicare questi principi essendo presente, vivendo a fianco delle persone, non solo nelle decisioni, ma nei momenti che contano. Credo che un vero leader sia colui che sa sempre spiegare il “perché” dietro ogni scelta, creando coinvolgimento e senso di appartenenza.

Zeta Consulting Treviso Srl
In un ruolo così impegnativo, come riesce a conciliare le richieste professionali con la vita privata? Quali strategie adotta per mantenere l’equilibrio?
Non è un compito facile, e chi sostiene il contrario potrebbe non aver sperimentato realmente le complessità di questo ruolo. Per me l’equilibrio è una conquista quotidiana, che si costruisce su due pilastri: organizzazione e priorità.
Organizzo con precisione la mia agenda, riservando spazi fissi alla mia famiglia e alle mie passioni, considerandoli appuntamenti irrinunciabili, proprio come quelli di lavoro. Allo stesso tempo, ho imparato a distinguere ciò che è urgente da ciò che è davvero importante, evitando di inseguire soltanto le emergenze.
Tutto ciò che faccio, ogni energia che metto nel mio lavoro, ha un significato più profondo: costruire qualcosa di importante da lasciare a mia figlia, non solo come eredità materiale, ma soprattutto come patrimonio valoriale. È lei il mio vero equilibrio.
C’è un motto o un principio che guida le sue decisioni professionali? Come si riflette nella gestione di Zeta Consulting?
Sì, ed è un principio semplice quanto profondo: “Le persone fanno le aziende”. È una convinzione che guida ogni mia decisione, perché sono certo che nessuna strategia possa funzionare senza una squadra motivata, competente e coinvolta. In Zeta Consulting, questo si riflette in un modello partecipativo, dove le persone non sono semplici esecutori, ma protagonisti delle scelte e del futuro dell’azienda.
Investiamo moltissimo in formazione, in confronto e nella costruzione di un ambiente di lavoro in cui ognuno possa sentirsi valorizzato, ascoltato, parte di qualcosa di più grande.
Essere scelto tra i 44 Silver Manager 2024 dal Gruppo Giovani Federmanager è un grande riconoscimento. Cosa rappresenta per lei questo titolo?
È un grandissimo onore, ma anche una responsabilità. Ricevere questo riconoscimento da Federmanager è per me una conferma preziosa che il percorso personale e aziendale intrapreso sta andando nella direzione giusta.
È uno stimolo a continuare con passione, a essere d’esempio per chi crede in una leadership fatta di valori, persone e innovazione. Questo titolo è anche un invito a restituire valore al sistema imprenditoriale e manageriale, contribuendo con idee, esperienze e impegno concreto. Perché alla fine, credo che il vero successo non sia quello che si raggiunge, ma quello che si riesce a generare intorno a sé.
Daniela Caraiman