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In un mondo in continua evoluzione, le risorse umane rappresentano il motore del cambiamento organizzativo e della crescita aziendale. Ma quali competenze devono possedere i professionisti HR per affrontare le sfide del futuro? Lo abbiamo chiesto ad Alberto Ferraris, direttore del prestigioso Master in Gestione Strategica delle Risorse Umane presso SAA School of Management.
Ideato per rispondere alle esigenze di un mercato che richiede HR manager sempre più preparati a integrare competenze tecniche e strategiche, il Master presenta un programma innovativo e all’avanguardia volto ad analizzare il ruolo della gestione strategica delle risorse umane all’interno delle organizzazioni in tutte le sue sfaccettature. Dalla gestione dei conflitti alle nuove tecnologie HR, il percorso formativo mira a fornire strumenti concreti per affrontare le sfide quotidiane delle organizzazioni.
Come è nato e qual è l’obiettivo principale del Master in Gestione Strategica delle Risorse Umane
Il percorso formativo è stato ideato per rispondere alle esigenze di un mercato del lavoro che richiede professionisti HR altamente qualificati, capaci di integrare competenze tecniche e strategiche per generare un impatto significativo sul business. Questo ben si coniuga con il mio profondo interesse per la materia e le pressanti sfide legate alla gestione delle persone nelle organizzazioni. Infatti, l’obiettivo principale del Master è quello di formare i partecipanti a 360 gradi sulla gestione strategica delle risorse umane: https://www.saamanagement.it/formazione-executive/master-gestione-risorse-umane/.
Cosa distingue questo master rispetto ad altri programmi simili presenti sul mercato?
Il Master presenta un programma che comprende le sfere classiche relative alla gestione delle risorse umane – come la selezione e il reclutamento, il performance management, la comunicazione interna, la gestione dei conflitti, la negoziazione e le relazioni sindacali – ma rilette alla luce della trasformazione digitale e delle nuove esigenze dei lavoratori. Inoltre, propone tematiche molto attuali come il wellbeing e le nuove tecnologie HR, come l’Intelligenza Artificiale e il necessario cambio di paradigma della leadership.
La faculty risulta molto variegata: il corpo docenti include professori, professionisti e manager del settore che provengono da realtà molto differenti tra di loro con un background estremamente diversificato e con un approccio principalmente “pratico”.
Anche il pool dei partecipanti, ogni edizione, comprende discenti che provengono da realtà lavorative molto diverse. Ciò permette di dar vita a un confronto continuo che tiene conto dei diversi punti di vista offrendo non solo spunti innovativi ma anche la possibilità di creare nuovi network.
Quali sono le competenze chiave che i partecipanti acquisiranno durante il corso?
Questo corso executive che permette un upgrade di competenze a lavoratori del mondo HR, in particolare di quelle con valenza strategica. Inoltre, permette di acquisire non solo conoscenze teoriche essenziali relative ad ogni aspetto della gestione delle risorse umane, ma anche competenze pratiche, quali ad esempio una maggiore capacità di negoziazione, da poter applicare immediatamente sul posto di lavoro in ottica di crescita. Le lezioni, infatti, non sono unicamente frontali, ma comprendono lavori di gruppo, utilizzo di tool e prove pratiche.

SAA School of Management
Quali soft skill ritiene essenziali per chi vuole gestire persone e processi organizzativi?
Le soft skill stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nell’ambito della Gestione delle Risorse Umane, tra queste spicca l’intelligenza emotiva, intesa come la capacità di riconoscere, comprendere e gestire le proprie emozioni, nonché di riconoscere ed entrare in empatia con le emozioni degli altri. Essenziali sono poi la capacità di trasmettere un messaggio in modo chiaro e comprensibile e di saper negoziare trovando compromessi tra le esigenze dei dipendenti e quelle dell’impresa. Chi occupa ruoli di leadership deve saper guidare, ispirare e motivare le persone con cui collabora, e al tempo stesso avere un’attitudine al problem solving che permetta di analizzare i problemi e individuare soluzioni pratiche ed efficaci.
Che consiglio darebbe ai giovani che vogliono intraprendere una carriera nella gestione delle risorse umane?
Consiglio di investire su sé stessi e sulle competenze che serviranno nel futuro alle organizzazioni. L’ambito delle risorse umane è in continua evoluzione e occorre tenersi aggiornati, anche perché le attività amministrative e routinarie verranno piano piano sostituite dalla tecnologia. Inoltre, consiglierei loro di essere flessibili e di adattarsi al contesto mutabile e in continua trasformazione in cui operiamo, oltre che sviluppare relazioni di valore con persone interne ed esterne all’azienda.
Come vede l’evoluzione del settore HR nei prossimi anni? Quali saranno i trend più rilevanti?
In primis mi sentirei di dire che la forte crescita e diffusione che l’intelligenza artificiale ha avuto e avrà nei prossimi anni all’interno del mondo del lavoro sia un fattore di primaria importanza, assolutamente da comprendere e potenzialmente inserire in tutti i processi HR.
In secondo luogo, le people analytics, cioè la raccolta e l’analisi – anche predittiva – dei dati relativi ai dipendenti, assumerà un ruolo sempre più centrale nella presa di decisioni aziendali. Anche il benessere organizzativo, inteso come capacità di promuovere e mantenere il benessere fisico, psicologico e sociale dei lavoratori sta diventando una tematica sempre più centrale nelle aziende.
Luca Brambilla