Talentware: il futuro della gestione dei talenti passa dall’Intelligenza Artificiale

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In un mercato del lavoro sempre più fluido e competitivo, attrarre e valorizzare i talenti è una delle sfide cruciali per le aziende. È proprio da questa esigenza che nasce Talentware, la startup fondata da Giacomo Marchiori, Andrea Raimondo e Ismet Balihodzic, tre ex consulenti di Bain & Company, che hanno deciso di rivoluzionare il talent management con un approccio basato sulle competenze e supportato dall’Intelligenza Artificiale.

Nata nel 2023 all’interno del Bain Founder’s Studio, Talentware si è rapidamente affermata grazie a una piattaforma SaaS innovativa, capace di mappare, sviluppare e gestire le competenze aziendali in modo oggettivo e data-driven. In questa intervista, i tre co-founder raccontano il percorso che li ha portati a sviluppare la loro idea, le sfide affrontate nell’implementazione dell’AI nel settore HR e il futuro del lavoro in un’epoca in cui le competenze stanno diventando il vero valore strategico per le imprese.

 Come è nata l’idea di Talentware? Cosa vi ha spinto a fondare questa startup?

L’idea nasce dall’esperienza dei tre co-founder nel mondo della consulenza. Giacomo ha osservato come i talenti lasciassero le aziende non per mancanza di motivazione, ma per l’assenza di visibilità su percorsi di sviluppo personalizzati. Andrea, con esperienza in Private Equity e Venture Capital, ha constatato che il capitale umano è l’elemento più strategico di un’azienda, ma spesso non esistono metodi oggettivi per valutarlo. Ismet, lavorando in una realtà con oltre 50.000 dipendenti, ha realizzato che il criterio più efficace per confrontare e valorizzare le persone è basato sulle competenze.

L’idea prende forma nel 2022 durante un Hackathon globale organizzato da Bain & Company, in cui Talentware viene selezionata come vincitrice a livello europeo e poi globale. Il CEO di Bain offre la possibilità di avviare Talentware all’interno del Bain Founder’s Studio, con sede negli Stati Uniti. Dopo un percorso di incubazione di sei mesi, lo sviluppo di un MVP e l’ingaggio dei primi clienti, Talentware viene ufficialmente fondata il 10 luglio 2023.

Come funziona Talentware? Quali sono i suoi elementi distintivi?

Talentware è una piattaforma SaaS alimentata da AI che aiuta le aziende a mappare, sviluppare e gestire le competenze dei dipendenti. I suoi elementi distintivi includono:

  • Skill Engine, un modello di machine learning che analizza dati aziendali e fonti esterne per identificare le competenze più rilevanti per ogni ruolo;
  • Talentware Compatibility Score, un algoritmo che valuta la compatibilità di ciascun dipendente con il proprio ruolo e con altri ruoli aziendali.

Questo elemento è ciò che poi abilita il vero e proprio approccio skill-based alla gestione del talento in azienda grazie a quattro moduli principali:

  1. Skill Intelligence, per analizzare e mappare le competenze attraverso benchmarking;
  2. Planning & Mobility, per pianificare carriere e successioni in modo automatizzato;
  3. Development, per suggerire percorsi di up-skilling e re-skilling;
  4. Growth Review, per monitorare le performance rispetto agli obiettivi di business e sviluppo personale.
Andrea Raimondo, Giacomo Marchiori e
Ismet Balihodzic

Quali sono state le maggiori difficoltà nel progettare una piattaforma alimentata dall’intelligenza artificiale e come le avete affrontate?

Una delle sfide più grandi è stata sviluppare un prodotto innovativo e differenziato rispetto alle soluzioni esistenti. Dal punto di vista tecnologico, servono ingenti capitali per costruire un modello di machine learning proprietario. Con risorse inizialmente limitate, noi fondatori abbiamo creato una versione low-code della piattaforma per dimostrare il valore ai primi clienti e investitori, riuscendo così a raccogliere un round pre-seed da oltre 1 milione di euro.

Un’altra difficoltà è legata alla privacy dei dati. La protezione delle informazioni aziendali e personali è una priorità assoluta e richiede investimenti importanti in cybersecurity e infrastrutture IT.

Rimane il fatto che spesso dipendenti o dipartimenti HR, a causa della mancanza di strumenti interni, si trovino costretti a utilizzare strumenti open source per attività quotidiane che non garantiscono questo tipo di tutele. Questo è un elemento di rischio che le aziende dovrebbero tenere in considerazione sia per i dati personali dei dipendenti che per quelli legati al know-how dell’azienda.

Come rispondono le aziende a un approccio così innovativo nella gestione dei talenti? Avete riscontrato barriere culturali o operative?

Le barriere culturali e operative sono inevitabili, ma si possono superare con il supporto di partner e clienti e attraverso un processo educativo. Molti HR preferiscono continuare a gestire le competenze su Excel, ma sono strumenti obsoleti non più sostenibili: mappare competenze per oltre 100 dipendenti richiede mesi di lavoro. Il 39% delle competenze chiave cambierà nei prossimi cinque anni e il 77% degli amministratori delegati è preoccupato per lo skill mismatch: investire in un approccio data-driven non è più un’opzione, ma una necessità per restare competitivi.

Quali competenze personali e soft skill si sono rivelate essenziali nel vostro percorso da consulenti a fondatori di una startup?

Il problem solving è stata la competenza chiave, insieme alla resilienza. La consulenza fornisce un mindset per affrontare le sfide e trovare soluzioni efficaci. Inoltre, il network costruito negli anni è stato fondamentale per raccogliere fondi, attrarre talenti e ottenere feedback strategici.

Perché le aziende dovrebbero investire in strumenti come Talentware?

Perché migliora la produttività, riduce il turnover e massimizza il potenziale umano. Essendo la prima piattaforma italiana di skill-based talent management, offre un duplice vantaggio: i dipendenti sono valutati oggettivamente e possono comprendere i propri punti di forza e debolezza, dall’altra parte i manager possono prendere decisioni più strategiche affidandosi ai dati.

In un mondo del lavoro in continua evoluzione, strumenti come Talentware rappresentano la chiave per trasformare la gestione del talento da un’attività amministrativa a un vantaggio competitivo.

Luca Brambilla