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Andrea Zapponini, Head of Group Procurement Governance di Ferrovie dello Stato Italiane, è un uomo che incarna la forza della determinazione, del lavoro di squadra e della visione imprenditoriale. Il suo percorso professionale, che ha spaziato dalle grandi società di consulenza a esperienze internazionali, è un chiaro esempio di come la passione e la preparazione possano tracciare il cammino verso il successo. Nel 2024, ha ricevuto il prestigioso Premio Gold Manager da Federmanager, un riconoscimento che non solo celebra il suo impegno, ma riflette la sua continua ricerca dell’eccellenza. In questa intervista esploreremo i valori e le lezioni che lo hanno accompagnato fino a questo punto della sua carriera, scoprendo come intende trasmetterli al suo team per affrontare con determinazione le sfide future, e come conciliare le competenze tecniche con le soft skill per far crescere un’organizzazione sempre più orientata al cambiamento e al miglioramento continuo.
Andrea, nel 2024 ha ricevuto il Premio Gold Manager da Federmanager. Quali valori ritiene siano stati riconosciuti con questo premio e come li ha applicati nel suo ruolo di Head of Group Procurement Governance?
Essere stato premiato come Gold Manager rappresenta non solo un motivo di orgoglio per me e per le persone con cui ho condiviso il mio percorso professionale, ma anche uno stimolo a puntare sempre più in alto, con passione e determinazione.
La mia carriera ha avuto inizio in un network internazionale di revisione, per poi evolversi attraverso esperienze significative nella consulenza organizzativa e direzionale. Un percorso sempre guidato dalla mia visione imprenditoriale, maturata fin dall’infanzia in una famiglia di imprenditori. Far tesoro di questo bagaglio di esperienze e valori sarà fondamentale per affrontare con responsabilità e ambizione le sfide che mi attendono.
Come intende valorizzare questo riconoscimento per motivare e guidare il suo team nelle sfide future?
Percepisco questo riconoscimento, così come tutti quelli ottenuti finora, come il risultato di un autentico lavoro di squadra, frutto dell’impegno e della collaborazione di tutti. Mi ritengo fortunato a guidare ragazze e ragazzi che affrontano ogni sfida con entusiasmo e dimostrano una preparazione ben oltre le aspettative.
Ci tengo a sottolineare che ho voluto condividere con il team la mia visione su questo premio: non è un traguardo, ma un nuovo punto di partenza verso altri successi, sia individuali che collettivi. Solo attraverso impegno, energia, determinazione e una chiara consapevolezza delle proprie responsabilità è possibile raggiungere risultati concreti e ambiziosi.

Quali sono stati i momenti più significativi della sua carriera che l’hanno portata a ricoprire questo ruolo?
Tutte le esperienze professionali pregresse sono state per me cruciali. Subito dopo la laurea in Economia e Direzione delle Imprese alla LUISS, sono stato contattato da una società di revisione aziendale per seguire il più grande gruppo energetico italiano. Questa esperienza mi ha permesso di acquisire un metodo e di comprendere quanto siano fondamentali l’armonia e la coesione all’interno di un team.
Successivamente, ho affrontato la mia prima esperienza all’estero, a New York, dove ho maturato la consapevolezza di quanto sia essenziale operare in contesti globali per sviluppare una visione ampia e strategica del business. Al mio rientro in Italia, ho avuto l’opportunità di lavorare su progetti di elevata complessità, acquisendo competenze decisionali e strategiche nel supporto alle principali aziende dei settori energia, infrastrutture e trasporti. Avendo vissuto tutte le esperienze come una sfida e avendo acquisito competenze trasversali e multisettoriali, ho scelto di accettare l’attuale incarico con il Gruppo Ferrovie dello Stato come un’ulteriore grande sfida.
Se dovesse individuare i pilastri fondamentali della sua vita professionale, quali indicherebbe?
La mia professionalità si fonda su una solida piattaforma di valori, ereditata dalla mia famiglia e arricchita dal mio percorso formativo. Considero fondamentali il valore della diversità e la capacità di riconoscere le attitudini e le competenze altrui, per integrarle e valorizzarle in un obiettivo comune.
Ritengo essenziale interpretare al meglio il ruolo assegnato, individuando i punti di connessione con la matrice organizzativa per garantire un’azione congiunta efficace e misurabile. Credo inoltre nell’importanza di allenare la capacità di estendere il pensiero, sviluppando una visione strategica di ampio respiro. Infine, sono convinto che serva l’umiltà di accettare che ciò che diamo non sempre ci torna indietro, ma è ciò che definisce chi siamo.
Nel suo ruolo, quanto ritiene siano importanti le soft skill rispetto alle competenze tecniche?
Le ritengo cruciali. Chi mi conosce sa quanto, ogni giorno, mi impegni per farle emergere e valorizzarle in ogni contesto. Se è vero che alcune professioni richiedono una solida base di competenze tecniche, è altrettanto evidente che oggi non possiamo più prescindere dalle competenze relazionali.
Capacità comunicative, empatia, ascolto attivo, pensiero critico, assertività e flessibilità – solo per citarne alcune – rappresentano un valore aggiunto essenziale per gestire il cambiamento. Queste abilità permettono di affrontare scenari complessi con un approccio strategico e di motivare i team verso obiettivi comuni. Mi piace concludere con il motto della Nave Vespucci: “Non chi comincia, ma quel che persevera”. Oggi più che mai abbiamo bisogno di certezze, di guide autorevoli e di manager che sappiano perseverare.
Daniela Caraiman