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Dietro ogni grande impresa c’è una storia di visione, coraggio e determinazione. Luca Avagliano, fondatore di Margotta Medical e Silver Manager 2024 del Gruppo Giovani di Federmanager, incarna alla perfezione questo spirito. Il suo viaggio professionale inizia con una decisione cruciale: lasciare un percorso lavorativo sicuro per dedicarsi a un progetto imprenditoriale in grado di innovare il settore sociosanitario, migliorando la vita delle persone attraverso soluzioni tecnologiche avanzate.
Con radici nella sua esperienza come commerciale in Margotta Srl, Luca ha trasformato un’intuizione in un’impresa capace di combinare innovazione e valori umani. Margotta Medical, nata con l’obiettivo di semplificare la gestione di cliniche e strutture sanitarie, è il risultato di anni di lavoro, ricerca e una visione chiara: creare strumenti che non solo ottimizzano i processi, ma mettono le persone al centro di ogni decisione.
Può raccontarci il suo percorso professionale e il momento chiave in cui ha scelto di trasformarsi da dipendente a imprenditore? Quali motivazioni l’hanno spinta a intraprendere questa strada?
Il mio percorso professionale è stato un viaggio di scoperta e crescita personale. Ogni esperienza, ogni sfida superata, mi ha avvicinato sempre più alla consapevolezza di voler costruire qualcosa di mio. Il momento chiave è arrivato durante il mio lavoro nella funzione commerciale di Margotta Srl. Mi trovavo immerso in un ambiente che mi permetteva di vedere chiaramente quanto il settore sociosanitario avesse bisogno di innovazione. Sentivo dentro di me una spinta irrefrenabile: il desiderio di fare la differenza, di lasciare un segno tangibile nella vita delle persone.
La decisione di diventare imprenditore è stata un atto di coraggio, ma anche di profonda convinzione. Volevo costruire un progetto che rappresentasse non solo la mia visione, ma anche il mio impegno verso un mondo migliore. La motivazione principale è stata questa: creare un valore reale e duraturo, mettendo l’innovazione al servizio delle persone. Guardandomi indietro, posso dire che è stata la scelta più difficile e appagante della mia vita.
Da dove nasce l’idea di business che ha dato il via alla sua azienda? Quali valori o principi considera il pilastro del suo progetto imprenditoriale?
Margotta Medical nasce dalla solida esperienza di Margotta Srl come software house, una realtà già consolidata nel fornire soluzioni informatiche e, in particolare, software gestionali. Io ho voluto portare la mia visione, focalizzandomi sulle esigenze specifiche del settore sociosanitario. L’idea è stata quella di creare strumenti gestionali che non fossero solo tecnologicamente avanzati, ma che potessero davvero trasformare il modo in cui le strutture lavorano.
Il pilastro del mio progetto imprenditoriale è il profondo rispetto per le persone. Credo nell’innovazione umana, quella che non si limita a migliorare i processi, ma che rende le vite più facili e soddisfacenti. La sostenibilità sociale, l’etica e la trasparenza sono valori irrinunciabili. Ogni decisione che prendo come imprenditore si basa su una domanda semplice ma potente: “Questo migliorerà la vita delle persone?”.
Durante la pandemia da Covid-19, questa filosofia è diventata ancora più centrale: abbiamo reinventato il nostro approccio, introducendo dispositivi medici e formazione online. Ogni passo è stato mosso dal desiderio di essere utili, di fare la differenza nei momenti che contano davvero.
Secondo lei, cosa rende l’Emilia-Romagna un terreno fertile per l’imprenditorialità? Quali elementi distintivi offre rispetto ad altre regioni?
L’Emilia-Romagna è una terra speciale, ricca di energia e di opportunità. Qui si respira un senso di comunità unico: c’è una cultura del fare, del costruire insieme, che ti fa sentire parte di qualcosa di grande. Questo tessuto imprenditoriale, fatto di piccole e medie imprese che collaborano e si supportano, è una vera fonte di ispirazione.
Un elemento distintivo è la presenza di eccellenze accademiche e centri di ricerca che lavorano fianco a fianco con le aziende. Non è solo teoria: qui le idee prendono forma, diventano innovazione concreta. Ho avuto l’opportunità di collaborare con brillanti professionisti che condividono la mia passione per l’innovazione.
Ma c’è di più: l’Emilia-Romagna, più di altre regioni italiane, ti accoglie e ti spinge a crescere. Le istituzioni locali offrono un valido supporto per chi vuole intraprendere un percorso imprenditoriale, creando condizioni favorevoli allo sviluppo. Per me, costruire il mio futuro qui è stato naturale, perché è un luogo che valorizza chi ha idee e voglia di realizzarle.

Il premio Silver Manager 2024 del Gruppo Giovani di Federmanager rappresenta un importante riconoscimento. Qual è il segreto che l’ha portata a ottenere questo titolo?
Ricevere il premio Silver Manager 2024 è stata una delle emozioni più intense della mia carriera. Il “segreto”, se così si può chiamare, è stato seguire il cuore in ogni scelta. Durante la pandemia, quando tutto sembrava incerto, ho deciso di puntare sul cambiamento, di reinventare il nostro modello di business. Non è stato facile, ma ogni decisione era guidata da una visione chiara: mettere le persone al centro, sempre.
Credo che il riconoscimento sia arrivato anche grazie al lavoro straordinario del team di Margotta Medical. Sono circondato da professionisti che condividono la mia passione e il mio impegno, e questo ha fatto la differenza. Abbiamo affrontato ogni sfida con determinazione e con il desiderio di apprendere, di crescere insieme. Questo premio è un simbolo di ciò che si può raggiungere quando si uniscono visione, passione e dedizione.
Guardando al futuro, quali traguardi desidera raggiungere con la sua impresa e quali strategie sta mettendo in campo per realizzarli?
Il futuro è pieno di sogni e ambizioni. Voglio che Margotta Medical diventi un punto di riferimento a livello nazionale per il settore sanitario e sociosanitario, offrendo una serie di prodotti e servizi per semplificare le scelte e la complessità della gestione di cliniche, ospedali, RSA o altre strutture per anziani e disabili.
Un sogno che mi sta particolarmente a cuore è aprire una sede nella mia città natale, Cava de’ Tirreni (SA). Voglio restituire al mio territorio un po’ di quello che ho imparato e costruito, creando opportunità per i giovani e contribuendo allo sviluppo locale. Questo progetto rappresenta una parte importante della mia visione per il futuro.
Puntiamo sulla diversificazione delle competenze delle risorse aziendali e su una strutturazione della comunicazione aziendale che possa sostenere la crescita. Collaboriamo con altre aziende innovative per sviluppare nuovi progetti richiesti dai clienti e ho compiuto altre scelte strategiche che ci stanno portando nella direzione giusta. Ma c’è un elemento che considero imprescindibile: continuare a lavorare con il cuore, mettendo sempre le persone al centro di tutto ciò che facciamo. Perché alla fine, è questo che fa la differenza.
Daniela Caraiman