I cambiamenti e le sfide nella guida di un’impresa oggi: intervista a Gianluca Tacchella

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Gianluca Tacchella è Amministratore Delegato di Carrera Jeans, una realtà imprenditoriale familiare nata più di 50 anni fa in Italia e che, nel tempo, con intelligenza e coraggio, ha saputo evolvere ed innovarsi pur mantenendo i valori di rispetto e fiducia nei confronti dei propri clienti. Attraverso questa intervista diretta e concisa è emersa l’analisi trasparente e concreta di una realtà storica del settore tessile di fronte agli eventi di questi anni.  

Cosa si prova nell’essere alla guida di un’azienda storica come Carrera Jeans? 

Lavorare nel settore dell’abbigliamento è molto gratificante per me perché il vestito è l’unico prodotto che diventa parte della persona, anzi diventa la persona. Sapere poi che tante persone indossano i tuoi prodotti, il tuo marchio, è molto bello, perché si crea una sorta di condivisione invisibile di uno stile e di una filosofia. In ogni caso non parlerei di “guidare l’azienda” bensì di “coordinare tante teste”, ognuna delle quali, a sua volta, deve fare da guida nel proprio ambito di competenza, dal socio, al consigliere al responsabile di reparto.  

Quali valori la famiglia e l’azienda ha sempre trasmesso? E quali sono invece le sfide che dovrà affrontare in futuro? 

Carrera produce abbigliamento, e pantaloni in particolare, non è solo una azienda commerciale. E la storia di Carrera è da sempre incentrata sul massimo rispetto per il prodotto che realizza, che si tramuta nel tempo, in definitiva, sul rispetto della fedeltà al consumatore che acquista il brand Carrera.  
In poche parole la nostra mission è fare prodotti che hanno un percepito di qualità molto più alto rispetto al prezzo di vendita, ovvero cerchiamo di premiare i clienti con prodotti molto buoni che costano il giusto. 
Ed è una mission che impone di dare sempre il meglio.  

Come la politica e il governo possono sostenervi? 

Ho l’impressione che il settore tessile sia tra i più trascurati, purtroppo.  Esistono incentivi per molte tipologie di prodotto – automobili, frigoriferi, televisori, caldaie, vacanze, mobili – molti dei quali nemmeno prodotti in Italia, ma non nel tessile.  
Personalmente sono convinto che sarebbe più corretto far partecipare anche questo settore, come molti altri, alla “festa” degli incentivi oppure abolirli del tutto. 
In aggiunta, il settore tessile, a confronto di numerosi altri settori commerciali, è certamente il più penalizzato quando vengono forzati gli acquisti di altri beni e le conseguenze sono molteplici, come la chiusura degli esercizi commerciali.  

Intervista a Gianluca Tacchella, Amministratore Delegato di Carrera Jeans, una realtà imprenditoriale familiare nata più di 50 anni fa.

Come il Covid ha impattato o sta impattando il vostro mondo? 

Questa tragedia ha colpito duramente molte persone, società e settori e sotto molteplici aspetti. Per quanto riguarda la nostra azienda posso dire che ha impattato molto e in varie forme. I due ambiti particolari che desidero citare sono la forte riduzione della propensione agli acquisti e il cambio di abitudini di acquisto, sono incrementati infatti gli acquisti sul web.  

Come state provando a gestire il grande problema dell’aumento delle materie prime? 

È effettivamente un bel problema, principalmente perché risulta molto difficile scaricare il prezzo a valle, sul consumatore. Speriamo vivamente che il trend rientri presto, altrimenti ci saranno scelte molto difficili e rischiose da fare.  

Che valore attribuisce alle soft skill? 

In un mondo che si sta digitalizzato le soft skill sono veramente molto importanti e il nostro settore, come la nostra azienda non sono da meno nell’educazione ad esse. Tuttavia io credo che stiano ritornando ad essere sempre più importanti anche le hard skill, perché nel tempo vengono a mancare i lavoratori.  

Con che stile guida le persone che lavorano con lei? 

Per me un’azienda è come una famiglia allargata. Naturalmente è fondamentale la competenza delle persone che ne fanno parte ma lo è anche l’armonia, perché se la competenza si può anche acquistare l’armonia va invece creata insieme.  
Ecco, io mi occupo più della seconda. Oltre a questo il mio compito è portare nuove sfide in azienda.  

Che suggerimenti darebbe a chi vuole fare impresa in Italia? 

Purtroppo, suggerirei di farlo in un altro Paese. In Italia sono state istituite troppe norme che, oltretutto, cambiano troppo spesso. E non si può fare impresa quando le regole del gioco non sono mai chiare.  
Carrera è nata in Italia e qui rimane ma se una persona dovesse partire da zero, reputo sia meglio farlo altrove.  

Luca Brambilla