Leadership: come motivare i propri dipendenti

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In azienda il più grande spreco di risorse riguarda il cosiddetto capitale umano. Molte ricerche dimostrano infatti che le persone si impegnano fino al 50% in meno del loro potenziale perché non sono correttamente motivate. Per questo ogni manager deve accettare la sfida dell’innovazione nell’ambito della leadership. L’obiettivo è rendere stimolante e avvincente il lavoro di ciascuno dei suoi collaboratori. Come? Seguendo sette passi:

1. Sfida

Assegniamo ai dipendenti dei compiti complessi, dimostrando che crediamo nelle loro capacità, evitando di mortificarli con meri lavori di routine.

2. Libertà

Non monitoriamo eccessivamente il lavoro dei collaboratori: lasciamoli invece liberi (anche) di sbagliare. Più si sentiranno liberi, più cresceranno in loro la responsabilità e il desiderio di portare a termine un lavoro ben fatto. La delega presuppone sempre una fiducia da parte del committente.

3. Controllo

Non c’è delega senza controllo, ma questo momento dev’essere un incontro di reale confronto e supporto, non di incursione violenta nel lavoro che il collaboratore sta svolgendo. Il manager dev’essere come un guardrail: evita alla macchina di sbandare ma la lascia libera di viaggiare.

Leadership come motivare i propri dipendenti

4. Rispetto

Un capo sa che deve ascoltare in maniera attenta le opinioni dei propri collaboratori: è una delle azioni più semplici e utili a motivarli e a farli sentire parte di un team. Un top manager con il quale collaboriamo è solito prendere appunti durante le riunioni in merito a ciò che ascolta. E lo fa con la stessa attenzione dimostrata negli incontri con il proprio presidente.

5. Calore umano

I collaboratori devono sentirsi trattati come esseri umani, come se si facesse tutti parte di un’unica famiglia.

Un caso pratico. Un giornalista-manager di una tivù ha saputo trasformare il team di lavoro in una squadra appassionata. Come? In occasione del suo compleanno invita tutti i collaboratori a pranzo in un fast food vicino agli uffici, coinvolgendo sia gli alti dirigenti, sia gli stagisti, in un’armonia difficilmente riscontrabile in compagnie di questa grandezza.

  1. Esperienza di successo. Il bravo leader sa costruire uno storytelling valorizzando le vittorie del team. È importante menzionare i successi per ricordare ai collaboratori che se un problema è già stato superato una o più volte sicuramente lo si potrà risolvere nuovamente e con minor fatica. Non si si tratta di trionfalismo, ma di instillare in tutti uno spirito positivo.
  2. Positività. La comunicazione sempre tesa a valorizzare gli aspetti positivi è il passo più importante. Ciò che motiva maggiormente un lavoratore è vedere che il capo crede in lui anche più di quanto lui creda in se stesso.

Il brano che avete letto è stato tratto dal libro Soft Skill – Cosa sono, a cosa servono del Prof. Luca Brambilla – ed. FAG.

Luca Brambilla